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16 maggio 2008 PDF Stampa E-mail

Comunicato stampa - Sicurezza stradale: 16 morti al giorno.
Velocità, infrastrutture inadeguate e comportamenti a rischio nel mirino degli esperti

Le proposte innovative di Norvegia e Francia, e gli obiettivi della Lombardia per rendere più sicure le strade
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Oltre 238 mila incidenti gravi. 5.669 morti. 332.955 feriti su tutto il territorio nazionale. Dati da brividi quelli Istat del 2006 sugli incidenti stradali, emersi in occasione del primo dei 5 seminari Innovazione e nuove infrastrutture autostradali: buone pratiche internazionali a confronto, inaugurato ieri a Milano e dedicato al tema della Sicurezza.
Suona così come ben più di un proposito quello che si è dato la Commissione europea nel 2001: ridurre del 50% le vittime della strada in Europa, salvando così ogni anno 25 mila vite. È piuttosto il tentativo di arginare una vera e propria emergenza che diventa ancora più pressante in previsione della costruzione di nuove, grandi infrastrutture previste nei prossimi anni in Lombardia: dall'autostrada Pedemontana, alla BreBeMi, fino alla nuova tangenziale Est di Milano.

Occorre allora ripensare all'intera questione della sicurezza su più fronti. A partire dalla costruzione delle strade. "L'importante è cambiare le procedure", ha sottolineato Raffaele Cattaneo, assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia. "Grazie anche alla neonata società Concessioni Autostradali Lombarde, che permette di spostare da un livello nazionale ad uno regionale certe decisioni cruciali, d'ora in poi dovremo preoccuparci di realizzare bene queste infrastrutture, e non solo che vengano realizzate". Si tratta insomma di mettere in atto quel "salto in avanti", quella "nuova cultura progettuale" condivisa tra enti pubblici e privati augurata da Fabio Terragni,  amministratore delegato di Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, e già messa in atto nella progettazione di questa importante infrastruttura.

Un secondo fronte riguarda invece la mobilità autostradale. Da anni in Europa vari paesi hanno avviato progetti innovativi in tema di sicurezza. È il caso della Norvegia presentato da Ragnard Grosfjeld, della Norwegian Public Roads Administration, e del progetto Vision 0, che ha come obiettivo entro il 2060 di portare a "zero" il numero di morti sulle strade. A questo si aggiunge l'attenzione posta proprio a come le infrastrutture vengono progettate, al "design delle autostrade": dalle nuove tecnologie applicate ad esempio ai guard rail in grado di deformarsi e di assorbire meglio l'impatto con il veicolo, fino alla costruzione di vie di fuga laterali utili ad evitare impatti violenti con gli ostacoli. Oltre al lancio di campagne di sicurezza che hanno contribuito di ridurre del 50% i morti da 1970 ad oggi.
"Ma il vero problema resta la velocità", ha incalzato Jacques Boussuge, dell'Association des Sociétés Françaises d'Autoroutes et d'ouvrages à péage. Per questo in Francia si è puntato molto a imporre limiti di velocità variabili a seconda del flusso di traffico o delle condizioni atmosferiche. Restano comunque problemi irrisolti, come ad esempio la segnaletica che in Francia, ma anche in altri paesi d'Europa, è di fatto obsoleta e inadeguata ai nuovi standard di sicurezza.

Un terzo fronte riguarda infine le cattive abitudini dei guidatori. "In Italia 15 persone su 100 non fanno uso della cintura di sicurezza", ha sottolineato Fabio Torta di TRT Trasporti, "aumentando in questo modo di 6-7 volte il rischio di incidenti gravi. Solo da poco, poi, si inizia a pensare anche alla sicurezza dei motociclisti, costruendo ad esempio guard rail con una protezione anche a livello del suolo. Come possiamo allora pensare di raggiungere in soli due anni l'obiettivo che si è prefissato la Commissione europea di ridurre del 50% le vittime della strada, se ad oggi siamo riusciti ad arrivare solo al 20%?". La strada da percorrere, ed è proprio il caso di dirlo, è insomma ancora lunga.

Il ciclo di incontri è stato organizzato da Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo, con il patrocinio di Regione Lombardia, Provincia di Milano, Ministero delle Infrastrutture; in collaborazione con Autostrada Pedemontana lombarda e MilanoSerravalle MilanoTangenziali; con la partecipazione di Concessioni Autostradali lombarde, ANAS. Da ringraziarsi per il prestigioso contributo anche Satap, Aiscat, il Consolato generale dei Paesi Bassi. Media partner dell'iniziativa è TRT Trasporti e Territorio.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 22 maggio: parleranno di Infomobilità Sandro La Monica, Anas; Fabio Pressi, Infoblu; Vincent Blervaque, Ertico ITS Europe; Gianluigi Ferri, Wireless.

Visualizza le presentazioni dei relatori

ppt Presentazione Fabio Terragni 225.00 Kb
ppt Presentazione Ragnard Grosfjeld 1.54 Mb
ppt Presentazione Jacques Boussuge 1.82 Mb

  Ufficio stampa

Milano Metropoli Agenzia di Sviluppo
02 24126 581
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