Le caratteristiche del packaging

Oggi parliamo delle caratteristiche del packaging e di quelle differenze che si possono trovare con il classico imballaggio. Una differenza che tra le altre cose si è andata ad accentuare sempre di più negli ultimi anni. Le sfumature che assumono sono infatti ben diverse.

Partiamo dallo speigare cos’è l’imballaggio, qualcosa che tutti noi conosciamo bene ma che forse non abbiamo mai approfondito ulteriolmente. La normativa legale qui in Italia è chiara. Lo scopo dell’imballaggio è quello di proteggere la merce, qualsiasi essa sia. Può trattarsi di una materia prima di un prodotto finale, fa poca importanza.

L’imballaggio può essere costruito con qualsiasi materiale. L’importante è che garantisca una facile e corretta manipolazione. Questo vale da quando viene realizzato, fino al momento in cui arriva nelle mani del consumatore. Vediamo adesso i tipi di imballaggi in Italia quali sono. Esistono tre categorie.

C’è l’imballaggio primario, che riveste il singolo prodotto pronto al consumo. Un esempio è quello di una bottiglia che contiene dell’acqua. Si parla dell’unità di vendita, quella che, se venisse aperta, danneggerebbe il contenuto. C’è l’imballaggio secondario o imballaggio multiplo, può raggruppare vari imballaggi primari, cioè unità di vendita. Può invece essere rimosso senza che vada a danneggiare il prodotto di consumo. Può essere venduto così com’è, oppure può essere venduto separatamente al cliente ma serve per ordinare e rifornire gli scaffali. Due esempi sono la confezione che vende tre scatole di piselli, inseparabile. La confezione che contiene sei bottiglie d’acqua, separabile. C’è poi l’imballaggio terziario che invece serve a rendere più semplice la logistica e il trasporto della merce.

Passiamo adesso al packaging milano. E’ usato per indicare quanto si è detto sopra, con una differenza però. Nel termine packaging viene compresa anche l’estetica dell’imballaggio, perché è lei che rappresenta il prodotto finale e lo rende riconoscibile tra gli scaffali di un negozio o di un supermercato.

In pratica possiamo dire che il packaging viene usato per rafforzare il brand del prodotto. Qualsiasi prodotto cerca di sfruttare tale potere. Sapreste riconoscere a primo sguardo la pasta Giovanni Rana per esempio, oppure la pasta Barilla o ancora il Sapone Neutro Roberts etc. Questo perché hanno un logo ma anche perché le confezioni vengono realizzate in un certo modo, seppur da un prodotto a un altro possono esserci piccole modifiche proprio per differenziare una linea di crema da un’altra di una medesima azienda.

Il packaging quindi serve a promuovere il prodotto, renderlo facilmente distinguibile da altri simili e ovviamente informare il consumatore finale. Viene utilizzato per dire infatti cos’è il prodotto, a cosa serve e quali sono gli ingredienti utilizzati, chi è il produttore, numeri utili al cliente, modalità di impiego etc.

Un prodotto low cost invece, ha diverse caratteristiche, decisamente più rudimentali. La scelta è fatta per la riduzione dei costi e per evitare che il prodotto entri in competizione con altri che invece vengono venduti a prezzo pieno.